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Avete mai provato le qualità benefiche del mate? | Idea The

Alla scoperta del Mate in Sud America

di

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Oggi vi racconto un po’ di cose sul MATE,  poco conosciuto in Italia, ma molto buono e ricco di proprietà benefiche.

E’ un infuso estratto dalle foglie di “Yerba Mate”,  una pianta che vive in Sud America, particolarmente in Argentina, ma anche in Brasile, Uruguay e Paraguay.
Si può   quasi considerarla la bevanda nazionale argentina, primo Paese dove viene prodotta e consumata (il consumo raggiunge i 5 kg annui a persona), e dove le vengono dedicate canzoni, poesie, proverbi…  

Pensate che un tempo, in certe famiglie, esisteva una persona addetta esclusivamente alla preparazione del mate per gli ospiti…
Usata per primi dagli indios Guaranì, oggi vede le sue proprietà riconosciute da importanti Istituti di Ricerca Medica. Pensate che in un infuso sono presenti tutte le vitamine necessarie all’uomo…  E’ considerato disintossicante, antidepressivo, tonico, antiossidante, diuretico…Contiene mateina, sostanza simile alla caffeina, che aiuta la concentrazione, e ha meno effetti collaterali del caffè.
Come sempre, quando parliamo di bere tè, parliamo di abitudini che vanno oltre il piacere di bere qualcosa di buono. Qui il mate è simbolo di amicizia, ospitalità, voglia di socializzare.  Mi hanno raccontato che, un po’ come per il linguaggio dei fiori, anche per il mate esiste una specie di linguaggio, che va dal dolce, segno di amicizia, al gusto di caffè, segno di perdono, e tanti altri significati.

Ma vediamo come si prepara: oltre all’immancabile recipiente di acqua calda, servono un “porongo”, recipiente che puo’ essere di legno, porcellana, corna di bue, argento o calabaza, e una “bombilla”, tipica cannuccia in metallo con un filtro che impedisce alle foglie di risalire.
Il “porongo” di calabaza (zucca) non si trova ovunque, e serve a preparare il mate amaro, di cui mantiene l’aroma a lungo.
Ogni recipiente va comunque preparato, prima del primo utilizzo, per evitare la formazione di muffe e funghi. Questa “cura” consiste nel riempirlo con erba e acqua e lasciarlo riposare una notte, ripetendo il procedimento piu’ volte, e raschiando a fondo il recipiente ogni volta.
Per preparare infine la bevanda, il porongo va riempito per 3/4 di erba, comprimendola, ma lasciando uno spazio dove verrà infilata la bombilla e verrà versata l’acqua calda (ma non bollente!). In quello stesso punto verseremo l’acqua ogni volta, fino a che l’erba non perderà sapore, e la sostituiremo con altra non ancora “bagnata”. Questo infuso è amaro, per cui si puo’ aggiungere dello zucchero. Lo si puo’ bere anche freddo, con buccia di arancia, con limone, con un cucchiaino di caffè, con erbe digestive o sedative, come la melissa, la mentuccia, ecc…

Le regole per condividere il piacere di bere assieme il mate sono abbastanza rigide: chi prepara il mate lo deve fare per tutta la durata del rito, preoccupandosi della persistenza del gusto, di spostare la bombilla, di far bere gli ospiti in senso antiorario, ecc…  Come abbiamo visto in altre culture, anche qui rifiutare il mate o saltare il proprio turno viene visto come un segno di maleducazione.
Fino a un secolo fa, questa bevanda era bevuta solo dagli uomini, e veniva offerta ad una donna solo quando la si voleva chiedere in moglie. Oggi è segno di amicizia, e un rifiuto è quindi una presa di distanza dalla persona che gentilmente te lo prepara e te lo offre (non si usa infatti la parola “servire”).
Anche se di preparazione un po’ laboriosa, viene bevuta in mille occasioni, durante la giornata. Al lavoro, a scuola, nei momenti di relax, anche all’aria aperta, sia d’inverno che d’estate, sia dai giovani che dagli anziani. Insomma, davvero un’ottima compagnia…

Ringrazio Chiara per le preziose informazioni! :-)

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